Al di qua delle transenne

Al di qua delle transenne. La Sicurezza dei lavoratori dello spettacolo in Italia: CCNL e il riconoscimento delle categorie professionali del mondo dello spettacolo

Articolo apparso sul settimanale RS. 

Alla fine di un concerto l’artista ringrazia dal palco. Ma ciò non significa che egli conosca la fatica di chi l’ha costruito. E invece dovrebbe”.
hqdefaultLo afferma Enrico Massaro, tecnico delle luci, tra i coordinatori del “Tavolo sulla legalità e la sicurezza nel settore degli spettacoli dal vivo”.
Il gruppo di lavoro è nato in seguito a un incidente mortale avvenuto il 13 dicembre 2011, a Trieste, durante il tour di Jovanotti. Francesco Pinna, giovane rigger,  (ndr. non era un rigger ma non ha importanza) morì schiacciato da un’impalcatura. I membri del Tavolo, composto fra gli altri dalla Cgil e da alcune cooperative operanti nel mondo dello show business, spingono per l’adozione di misure che evitino il ripetersi di simili tragedie. “Le cose sono molto cambiate, negli ultimi vent’anni – spiega Massaro –. Quando io ho iniziato, nel 1994, il panorama culturale e musicale italiano era in pieno fermento. Era l’epoca dell’underground, del Consorzio suonatori indipendenti, i Csi. Non c’erano ancora le produzioni ciclopiche di adesso. Noi tecnici lavoravamo bene. Riuscivamo a sopperire alla mancanza di norme specifiche sulla sicurezza attraverso l’esperienza e il confronto.

In seguito, l’innovazione tecnologica ha supportato la megalomania degli eventi. E questo ha reso molto più  rischiose le nostre attività”. Negli ultimi diciotto mesi, in Italia, si sono verificati tre incidenti mortali. Gli infortuni non si contano. Per i professionisti dello spettacolo la normativa di riferimento è il decreto legge n. 81 del 2008. Il testo disciplina una serie di responsabilità in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, fornisce strumenti per la valutazione dei rischi, prevede corsi di formazione e un obbligo preciso d’informazione dei lavoratori. Il problema è che il contesto di riferimento è rappresentato dal cantiere edile. La specificità delle attività che concorrono all’organizzazione di un evento dal vivo non viene presa in considerazione. Siamo dunque in presenza di un vero e proprio vuoto legislativo.
L’entrata in vigore del cosiddetto decreto del Fare (n. 98 del 2013) potrebbe invece condurre a importanti cambiamenti. Entro il 31 dicembre 2013 la legge dispone, infatti, la definizione di procedure e strumenti di tutela esplicitamente rivolti agli operatori del live. Non solo. Tra un mese è prevista la ratifica del primo contratto nazionale dedicato alle figure artistiche e tecniche della cultura riunite in cooperativa. A firmarlo saranno Cgil, Cisl e Uil insieme alla Lega delle Cooperative, Confcooperative e Agci.
Silvano Conti, coordinatore nazionale del settore cultura e spettacolo dell’Slc Cgil, esprime la propria soddisfazione: “Si tratta di un risultato molto positivo, frutto di un lavoro durato anni, cui la drammatica situazione fatta di contratti spuri e mancanza di regole ha dato un’accelerata. Avremo finalmente un testo tagliato sulle esigenze del settore, che insiste molto sulla sicurezza”.
Il contratto delinea le caratteristiche e le mansioni di ciascuna figura professionale. È uno strumento per portare all’esterno la conoscenza di un mondo complesso, ma anche per recuperare quelle abilità che la precarietà ha disperso, attraverso l’attivazione di piani formativi idonei. Ciò tornerà utile anche all’Inps, all’Inail, agli ispettori del lavoro. Questi ultimi, in particolare, dovrebbero avere la possibilità di aggiornare il loro quadro di riferimento. Nel momento in cui si recheranno nel luogo di allestimento di uno spettacolo, che è diverso dal più conosciuto cantiere edile, sapranno a chi rivolgersi e cosa controllare.
Alla base di tutto, un approccio diverso all’organizzazione del cantiere. “C’è un problema di pianificazione del lavoro. Il cantiere non può essere ricondotto alla singola data del concerto – interviene Massaro –, deve essere visto nel suo insieme e per una durata più ampia. All’interno di tale contesto si inseriscono questioni come il mercato del lavoro, la committenza e la sicurezza”. Attualmente questa non viene gestita univocamente. Tutto dipende dall’esperienza degli organizzatori e dalle loro capacità tecniche. Ma c’è anche un problema di strutture. Solo alcune si adattano a ospitare gli impianti di un mega concerto. In Italia esistono molti impianti non agibili, da ammodernare. I controlli dovrebbero estendersi ai materiali da costruzione che vengono utilizzati, agli stessi attrezzi.
Infine, le cooperative. Ce ne sono di fittizie, illegali. Alcune hanno un proprio sindacato interno e applicano contratti fasulli. Fungono da intermediari con la committenza, sottoponendo i propri soci al più estremo sfruttamento.
“In questi casi è il modo di fare cooperativa a essere sbagliato, non l’idea in sé di questo tipo d’impresa”.
Massaro ne è convinto. “Il ruolo della cooperativa è quello di assicurare formazione e continuità lavorativa. Nel nostro ambiente è fondamentale. Purtroppo questa modalità positiva si scontra con l’opportunismo di chi pensa solo al proprio guadagno”. Molte cose sono cambiate, negli ultimi vent’anni: la musica, i concerti; e con essi le persone. Quelle che lavorano nel settore, che siano rigger, facchini o scaffolder, lo vivono sulla propria pelle.
“Avevamo una visione bohémienne del nostro mestiere. La transenna marcava la distanza tra noi e il pubblico. Ci sentivamo presi da un sentimento di unicità. Questo ha contribuito a creare un mito tra tanti ragazzi attratti da un’attività di nicchia, fatta per pochi. È arrivato il momento di aprirsi, di capire che abbiamo delle responsabilità verso noi e gli altri. Ne sentiamo l’esigenza, sia per una questione di incolumità personale che di tutela rispetto al mercato. Il rapporto con il sindacato? Fino a questo momento è stato inesistente, almeno per quanto riguarda il mondo delle cooperative. Lo stiamo costruendo, poco per volta”.

Estratto dell’intervista su Radio Articolo1

 

 

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  •  Walter Lutzu|email:walter.lutzu@gmail.com|skype:sbrebo