Clay Paky A.Leda B-Eye come non lo avete ancora visto. UPDATE 23/11

Hog4 – Due giorni di full immersion a Roma

Pochi giorni fa, invitato dal Responsabile Vendite di ClayPaky Paolo Dozzo, colpito dal post sull’Elita Ouverture, e conosciuto solamente una settimana prima, ho avuto il piacere di poter visitare l’azienda ClayPaky ed essere tra i primi a poter assistere ad una demo tecnica sul nuovo prodotto Clay Paky A.Leda B-Eye.

Fino a qualche giorno prima ci si trovava nel momento in cui si pensava di essere arrivati al termine della corsa: “E’ stato inventato tutto!”, “pan, tilt, miscelazione colori, iris, gobos, beam ecc… non esiste altro!”.
Invece, puntualmente, una illuminazione (in tutti i sensi) avvolte non voluta, nata per errore, oppure cercata da una vita e trovata quanto meno te lo aspetti, o ottenuta con determinazione e tenacia, ci riapre nuovi orizzonti, sposta di qualche km i limiti e ci fa godere la vittoria delle vittorie: la sensazione che non tutto è finito e che ci sono altre dimensioni da esplorare.

E così è accaduto con la nuova invenzione di ClayPaky. Quando si sentiva vociferare “Ormai con spot, wash, beam ecc… è stato fatto tutto”, ecco la sorpresa. Data si dalla nascita di nuove tecnologie che migliorano ciò che è già stato inventato, ma anche da vere e proprie intuizioni tanto banali quanto geniali: Prendete una lente particolare e spostate l’angolo di incidenza, magari mediante un semplice sistema di rotazione e…

Clay Paky A.Leda B-EYE

Il nuovo prodotto della ClayPaky (che ho definito una grande azienda con cura artigianale del prodotto in cui ogni proiettore è assemblato con grande cura, a mano, pezzo a pezzo, da operai estremamente specializzati, dove esiste un team di artisti dell’elettronica con la massima libertà di movimento che inventa, costruisce, fa e disfa, dove il test di qualità viene effettuato sul 100% della produzione e altro ancora), è l’evoluzione delle prime esperienze led wash dei k5, k10 e k20 di circa 2 anni fa


Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro parlando dei “vecchi” A.Leda k20-k10 e k5 con la consulenza di Marco Zucchinali, Sales Support Engineer di ClayPaky. Ciò ci permetterà di capire l’evoluzione, le novità e le migliorie adottate dei nuovi B-Eye.

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La serie A.Leda

LED A.LEDA

caratterizzati da sorgenti luminose led da 15w, ad oggi lo standard più utilizzato ed evoluto.

OTTICHE A.LEDA

ClayPaky si è affidata a delle lenti più performanti, con un light efficency dell’ 80% e molto specializzati sulla tipologia wash.

ZOOM A.LEDA

Altra novità degli A.Leda è avvenuta nell’utilizzo della doppia lente, positivo e negativo anziché due lenti positive.
Avvicinando le due lenti si ottiene un fascio stretto con efficienza luminosa dell’80%. Con le due lenti più distanti invece si ottiene un 65% ma con un fascio molto più omogeneo ottenendo una degradazione lineare e non ripida. In definitiva i fasci non erano di tipo beam, come il mercato richiedeva, ma si era ottenuto un wash evoluto e performante.

PIXEL MAPPING A.LEDA

Si è implementata la gestione del singolo led, cosa mai sperimentata dagli altri costruttori.

DMX A.LEDA

sia negli A.leda classici che nei B-Eye esistono 3 modalità di gestione del dmx

  • mode standard (classico con pan-tilt-rgb ecc…)
  • mode estesa (con 20 canali del mod wash più 3 canali rgb dedicati per ogni led)
  • mode shape (32 canali totali con la possibilità di utilizzo di macro intelligenti, ovvero con una distinzione tra background in cui si gestisce il wash e foreground in cui si gestiscono i parametri dello shape).
    I parametri di quest’ultima modalità permettono una gestione totalmente indipendente dallo “sfondo” tramite
    selezione dello shape,
     regolazione di velocità e direzione,
     gestione della curva di “fade” nel passaggio tra shape. Importantissima in quanto non si tratta di un fade classico, ma di una gestione intelligente del passaggio che prende in considerazione lo stato del background, la curva di accensione del led ecc… Funzione importantissima per l’utilizzo televisivo.
    – due livelli di intensità (background e foreground) oltre al master intensity
    – canali rgbw dello shape di foreground (indipendente dal background)
    – gestione dell’offset tra più macchine
    split fader che gestisce la modalità di transazione tra più shape evitando l’effetto scrolling

Detto questo passiamo al Clay Paky A.Leda B-Eye, e vediamo cosa è stato migliorato e cos’altro è stato inventato.

A.leda B-EYE (K20+K10)

La serie A.Leda B-EYE

Ottica B-Eye

Con i Clay Paky A.Leda B-Eye, partendo dall’esperienza A.Leda, si è tentato di dare un risultato proiettato verso la tecnologia beam di un prodotto nato completamente wash.

E’ stato eliminato il sistema di collimatore positivo-negativo delle versioni precedenti ideando un nuovo metodo di emissione e gestione del fascio. Potrei raccontarvelo, ma subito dopo dovrei impedirvi di divulgarlo… anche con mezzi poco ortodossi… (ho sempre desiderato dire una frase del genere al momento giusto!)

Ciò che posso dirvi è che il disco luminoso è più nitido ed omogeneo. Guardandolo, infatti, non si vedono più i singoli led, ma una unica fonte luminosa.

Zoom B-Eye

La campanatura della lente, come è facilmente visibile, è molto più ripida rendendo così il fascio luminoso più stretto. Lo zoom varia infatti dai 4° ai 70° e l’intensità luminosa è la stessa al centro del fascio di luce, come agli estremi. Il tutto risulta 3 volte più luminoso degli A.Leda classici.

Va da se che, con la nuova lente, risulta anche più nitida la gestione del singolo led. Infatti se portiamo lo zoom al di sotto del 10% otteniamo la focalizzazione del cluster dei led, ottenendo così una proiezione del fascio quadrata. Ah dimenticavo! Il singolo led illumina e non è solo un effetto che si nota guardando il proiettore.

B-EYE lens

Sistema rotativo del cluster led

Come racconta Pio Nahum (Direttore Commerciale), intervenuto durante la presentazione, la continua sperimentazione che migliora l’esperienza e la professionalità tipica di ClayPaky, ha portato a considerare una nuova dimensione in aggiunta ai movimenti di pan e tilt: ruotando il sistema ottico rispetto all’asse della sorgente, l’angolo di riflessione/rifrazione con cui il fascio di luce colpisce la lente risulta essere sempre diverso, ottenendo così un effetto caleidoscopio che si ripete ciclicamente grazie alla possibilità di effettuare rotazioni complete del corpo.

 Ma non solo! Abbiamo a questo punto la possibilità di creare dinamicità di effetto in 3 modi:

  • Lente ferma e dinamicità data dall’effetto
  • Effetto fermo e dinamicità data dallo spostamento della lente
  • Combinazione di entrambe le dinamicità

E come se non bastasse, se lavoro con un frame impostato come una linea, ottengo l’effetto di un sagomatore con zoom. Così da ipotizzare un utilizzo anche in questo senso, stimolando così la curiosità dei “conservatori” delle incandescenze 😉

Gestione CTO

Ultima importante caratteristica è la gestione del bilanciamento del bianco. Infatti questo canale dmx diventa di riferimento alla gestione dell’RGBW del b-eye. Questo significa che se realizzo uno show che ad un certo punto dovrà essere ripreso dalle telecamere, basterà impostare la corretta temperatura colore dello show, ottenendo così l’adeguamento automatico di tutte le scene dello spettacolo con questa nuova temperatura.

Peso e prestazioni

E per finire, il peso del k20 è di circa 20kg ed esiste anche la versione k10 con le stesse caratteristiche del k20 ma senza rotazione del cluster led. Anche per la velocità ClayPaky è riuscita ad ottenere ottime prestazioni: con il k10 siamo ai livelli dello Sharpy.


Bene. Cos’è quindi il nuovo Clay Paky A.Leda B-Eye?

Con Marco Zucchinali durante la demo

Con Marco Zucchinali durante la demo

E’ un Wash 2.0 evoluto in grado di andare oltre grazie alle caratteristiche appena descritte. Molto flessibile ed utilizzabile come controluce, come effetto, come pixel mapping, come architetturale e azzardo anche un frontale assolutamente non paragonabile per precisione ai convenzionali, ma comunque sfruttabile in molte altre situazioni.

Ora non resta che utilizzarlo. Tutti, ClayPaky compresa, non vedono l’ora di vederlo all’opera controllato dalla fantasia dei vari LD di tutto il mondo. Inizieremo ad assaporarne le potenzialità nel 2014 quando andrà in produzione ed inizierà ad essere distribuito.

Ecco la scheda tecnica qui

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  •  Walter Lutzu|email:walter.lutzu@gmail.com|skype:sbrebo