Lettera alla cultura della Luce

Cara cultura della Luce,

Sono Wa, faccio cose, vedo gente e spaccio informazioni. E’ la prima volta che mi rivolgo a te in modo puro, cercando di considerarti sia “cultura” che “luce” nello stesso momento. E, te lo assicuro, mi risulta più semplice sentirti male addosso che definirti, e mi chiedo sempre come sia possibile mettere insieme due parole così forti e farle andare d’accordo: la cultura è data dall’esperienza, credo, la luce invece è una cosa che ti arriva e che non si crea in ognuno di noi col tempo, ti emoziona, ti travolge, ti stanca, ti fa cambiare umore, ti fa sussultare, sincopare, eccitare, sognare, vibrare e immaginare. E quando arriva… in culo all’esperienza scusami.

Ed è subito confusione, una confusione che apre porte che dovrebbero essere sigillate a vita per preservare il valore di un sentimento e di uno status sacro. Porte che fanno entrare di tutto, dagli interessi personali alla monetizzazione di ciò che non può avere valore, dall’ipocrisia al desiderio di far proprio ciò che è di tutti, fino alla voglia di togliere la luce da dove si trova e volerla chiudere in un baule buio, brutto e pieno di polvere… almeno un po’ di gusto cara cultura su!

energia

Cara cultura della Luce, non puoi fondare un modo di fare (o essere?) andando a intaccare equilibri naturali messi li per far andare d’accordo natura e persone, agendo in momenti particolari, quando il sentimento umano risulta debole e direbbe di si a tutto pur di tornare ad essere felice in quella bellissima scena illuminata di colori mai visti.
Non può essere che ogni qual volta associo i due termini insieme, chiedendo agli altri di cosa si tratta, vedo visi sbiancati, conati di vomito, rammarico, persone che impazziscono fino a trasformarti in tre nomi, ira, panico e desiderio di vendetta. Perchè? cultura e Luce sono due parole che ognuna per se definiscono l’universo che ci circonda ma messe insieme, scusami, sembra tutto così ridicolo e pericoloso.

Non chiedo di cambiare, altrimenti non avrei messo queste parole nella top 5 dei miei vocaboli preferiti, non chiedo di ascoltarmi, hai tutto il diritto di non farlo. Vorrei solo che peggiorassi se credi di essere arrivata così in alto… sarà come raggiungerti, separarti e rimettere ogni parola al suo posto a fare ciò che sanno fare: le parole utili, forti e non gli inganni.

Ci si sente!
Wa

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  •  Walter Lutzu|email:walter.lutzu@gmail.com|skype:sbrebo