Ah! ma era la festa dei lavoratori?

Ah! ma era la festa dei lavoratori?

C’era una volta il 1 maggio, la festa dei lavoratori, con un simbolo carico di significato, di principi e di valori che ci faceva capire la differenza tra lavoro e sfruttamento. Durante uno scambio di opinioni con Enrico Massaro (SLC CGIL), ci siamo resi conto che oggi purtroppo non è più così.

Vedere un 1 maggio a San Giovanni con in primo piano enormi banner di multinazionali del petrolio e banche, in un momento come questo, ci fa capire che pur non avendo infranto nessuna legge, c’è qualche cosa di paradossale in atto: il lavoro come concetto costituzionale da difendere, sponsorizzato da coloro che sono considerati dall’opinione pubblica complici della decadenza.

Teniamo entrambi precisare che il concerto del primo maggio, festa dei lavoratori, ha un organizzatore ed un marchio depositato e non è “proprietà” dei sindacati, ma di Marco Godano, responsabile a 360 gradi dell’evento. Anche in questo caso la questione è solamente etica.

primo-maggio-roma festa dei lavoratori

Così vediamo un Concertone, in occasione della festa dei lavoratori, che sembra non rappresentare più lo spirito di difesa dei diritti voluto dai sindacati, ma un evento mediatico dove per tutto il giorno si raccontano tragedie e cose che non vanno, senza spazi propositivi e possibili soluzioni che, con una platea così ampia, avrebbero un consenso immediato. Con questi presupposti, un evento che dovrebbe essere frutto della collaborazione della collettività, vetrina dei diritti conquistati dai sindacati e strumento per stimolare gli animi dei giovani spettatori con proposte e racconti di successi e vittorie per i sindacati, diventa un evento come tanti dove si ascoltano le canzoni e si cambia canale o ci si distrae durante i piagnistei nei cambi palco. 

E per quanto riguarda la sicurezza e il rispetto dei lavoratori dello spettacolo? Come mi racconta Enrico, “si tratta di un evento simbolo che stava per saltare perché in quello dell’anno scorso non sono, o non erano, ancora stati pagati tutti i fornitori, da quanto si evince sentendo colleghi o leggendo post nei social network. Festa del lavoro che non ha pagato chi vi ha lavorato…non vi sembra assurdo?”

E poi si leggono notizie come quella del 2009 (fonte corriere della sera) in cui Marco Godano – imprenditore dell’evento attraverso la società Primata, poi Anyway srl, poi 1MVideo dopo un intricato passaggio di consegne – lamentava un inevitabile lievitare dei costi. Lamentela continuata negli anni, concerto sempre a rischio e notizie di stipendi mai pagati. Ci viene da pensare: se i musicisti vanno gratis (almeno più o meno ci hanno sempre indotto negli anni a pensare questo), se tecnici dello spettacolo, impiegati di produzione ecc… attendono pagamenti arretrati e il cachet medio dei tecnici a Roma negli ultimi anni si è abbassato di parecchio, se i rental si lamentano del fatto che non riescono a noleggiare a cifre giuste, se spese come pulizia o ordine pubblico sono a carico del Comune di Roma, cosa è aumentato?

Inoltre, come affermava Fausto De Simone (Cisl) già nel 2009 sempre sul corriere “Di certo Cgil Cisl e Uil non tireranno fuori un euro: il concertone si è sempre autofinanziato e, se vuole sopravvivere, dovrà continuare a farlo”. Una interpretazione corretta se si vuole dare l’impronta di un evento “di tutti”, però è anche vero che in questo modo la tentazione di coinvolgere sponsor in netto contrasto con lo spirito del concertone è forte. E l’etica ed i principi vengono messi da parte senza farsi troppi problemi.

“Dal punto di vista della sicurezza quest’anno a Roma è andata un poco meglio,” spiega Enrico, “grazie alla buona volontà di chi si è trovato in zona Cesarini a dover gestire la patata bollente e non di certo grazie ad una legge per la Sicurezza dello spettacolo partorita a metà”.
“Il testo che circola in rete è scandaloso,” – prosegue, “preparato per semplificare la vita agli organizzatori anziché promuovere la sicurezza dei lavoratori e la legalità. Un testo firmato dall’ ex-ministro Giovannini nelle ultime ore del suo mandato. Un testo partorito in tutta fretta senza ascoltare le richieste pressanti di lavoratori e degli esperti che da due anni si riunivano, e si riuniscono tutt’ora, attorno al Tavolo Legalità e Sicurezza. Liberi professionisti, cooperative, ispettori, tecnici, ingegneri, service e a volte produzioni, tutti a metterci passione e testa per far nascere un qualcosa che avesse un senso.”

Come ci racconta Enrico, il Tavolo Legalità e Sicurezza, ha dato delle indicazioni chiare e precise per un testo che incidesse sul sistema spettacolo, non solo sulla costruzione del palco di ferro o alluminio. “Il sistema spettacolo va regolamentato e portato allo scoperto e riconosciuto come settore produttivo vero e proprio, industriale e non come passatempo di 4 scappati di casa.”

Oggi quel testo è in un limbo perché, spiega Massaro, “i ministri attuali, forse, per nostra fortuna, non hanno firmato e recepito quel testo. Ci lasciano la speranza che sia ancora modificabile, che sia migliorabile, continuiamo a chiedere di rivederlo, di creare qualcosa di veramente utile a fronte di richieste, esigenze, soluzioni scritte nero su bianco dal tavolo stesso.”

taranto festa dei lavoratoriVabbè, cambiamo aria e spostiamoci a Taranto nella speranza che, almeno li si respiri un’aria da festa dei lavoratori. E invece ci giungono foto di tecnici senza dpi che si spera non significhi lavoro nero o altro. Purtroppo vorrei raccontarvi di più ma le informazioni raccolte sono ancora troppo frammentate. Anzi, vi chiedo di inviarmi quante più info possibili per approfondire o smentire le voci che riguardano un evento al quale guardiamo con fiducia.

“Ho il ribrezzo”, prosegue Enrico, “non so se sia meglio lo sponsor dell’ENI o il lavoro a nero….sono combattuto tra San Giovanni e Taranto… Seguendo i principi ed il significato dell’evento si dovrebbe azzerare tutto, ripartire dalle piazze, dai cortei e soprattutto dai lavoratori: da chi ha un lavoro, da chi lo ha perso, da chi lo vorrebbe, e non da chi li sfrutta.”

Per quanto riguarda i lavoratori dello spettacolo, dopo il 1° maggio 2014, festa dei lavoratori, resta ben poco. Finito il clamore per gli incidenti si è tornati nel limbo, perché si tratta di non lavoratori di un non lavoro. Rimangono tre processi, Trieste, Milano e Reggio Calabria, che assieme racchiudono la fotografia di cosa è il settore dello spettacolo in Italia e che cosa non dovrebbe essere mai più, con un testo di legge, con tanto di indirizzi operativi che è sparito in qualche cassetto di qualche palazzo.
L’unica speranza imminente è che finalmente venga firmato il CCNL dedicato ai lavoratori dello spettacolo, come ci riferisce Enrico Massaro che ha partecipato e partecipa ai lavori del contratto partiti il 14 gennaio 2012.

Certo gli impedimenti tipicamente italiani sono molti e vanno dalla burocrazia sempre più complessa, alla presenza di molti colleghi che ancora subiscono il lavoro nero e non possono/vogliono liberarsene. Esistono anche qui molte lobby che massacrano nel vero senso della parola il nostro lavoro, oltre ai molti “caporali” che nell’ombra agiscono senza metterci la faccia. Esiste ancora l’impossibilità per un giovane preparato di accedere ad un mercato del lavoro sano, come ancora non si ha il coraggio di dire a testa alta che anche i lavoratori dello spettacolo sono lavoratori con DOVERI,DIRITTI e DIGNITA’.

Quindi per il 1°maggio 2015, festa dei lavoratori, Enrico Massaro ci suggerisce alcune precauzioni da prendere onde non trovarci di nuovo nel solito limbo. “Mi aspetto che chi è già affermato nel nostro settore non abbia più paura del giovane che intraprende questo mestiere. Paura che lo porta ed emarginare e boicottare chi sta arrivando; paura fobica e malsana, perché solo se si accompagna per mano chi approccia sto mestiere potrà farlo con coscienza di classe. 
Mi aspetto che chi guarda il concerto del 1° maggio alla TV o dal vivo si renda conto che chi lo ha reso possibile è un lavoratore che da l’anima per farlo divertire. Mi aspetto che ci si renda conto che il nostro è un lavoro e non un paravento per far quello che ci pare, con regole che vanno rispettate. Mi aspetto che nasca una norma per la sicurezza nello spettacolo sensata e fatta con i lavoratori dello spettacolo. Mi aspetto che il CCNL sia firmato al più presto e che si possa parlare di cultura come un lavoro di valore e che come tale sia tutelato e soprattutto pagato!”

fonti:

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_aprile_2/1maggio_arischio-1501144092020.shtml

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-nellitalia-disoccupata-continua-ha-ancora-senso-il-concerto-del-primo-maggio2-non-solo-76395.htm

http://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2014/05/03/anziche-battere-cassa-come-fece-alemanno-stavolta-tocca-ai-romani-pagare-tutto-il-conto-concertone-a-spese-nostre-1.1245900


http://ilsignorno.com/2014/04/27/1-maggio-quelli-dello-spettacolo-sono-lavoratori/

http://bastacasta.altervista.org/p13528/
http://www.italianinsane.info/2014/anche-quelli-dello-spettacolo-sono-lavoratori/
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  •  Walter Lutzu|email:walter.lutzu@gmail.com|skype:sbrebo