Al convegno “Spettacoli in Sicurezza” di Roma

Al convegno “Spettacoli in Sicurezza” di Roma

C’era una volta un comma all’interno dell’articolo 32 del decreto fare (Decreto-Legge 21/06/2013, n. 69 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” (G.U. n.144 del 21/6/2013 – S.O. n. 50) convertito con modificazioni dalla Legge 9/08/2013, n. 98 (G.U. n. 194 del 20/08/2013 – S.O. n. 63) ) che recitava:

“2-bis. Le disposizioni di cui al presente Titolo si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività, individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che deve essere adottato entro il 31 dicembre 2013”

Premettendo che il nostro è uno dei pochi mestieri dove a volte si intravede un minimo di meritocrazia, come vi sentireste se un ingegnere pieno di attestati ma, come si dice nel nostro gergo, “mai visto scaricare un bilico” ne tanto meno mai visto in un cantiere dello spettacolo, se non come spettatore di un concerto, un giorno vi scrivesse la normativa sul vostro lavoro?

E gli effetti purtroppo si sono visti a Roma, il 15/01/2014, durante la presentazione della bozza sulle integrazioni al T.U. sulla sicurezza D.lgs. 81/08 sui cantieri dello spettacolo, con una platea piena di persone sicuramente con esperienza e di conseguenza preparati verso una discussione in merito alla migliore soluzione del problema, mentre sul palco assistevano ad una kermesse di perfetti sconosciuti al mondo dello spettacolo, che si davano pacche sulle spalle a vicenda, complimentandosi per il presunto “bel lavoro”.

 

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Ma analizziamo i vari interventi:

Lorenzo Fantini – avvocato ed esperto di sicurezza (che ci tiene a specificare più volte, al contrario di quanto si può intuire dal manifesto del convegno, che è un ex-dirigente sicurezza del ministero del lavoro) cita la direttiva 89/391 dell’Unione Europea in materia di sicurezza come condizione fondamentale da rispettare ogni qual volta si affronta questa tematica.
Precisa che rimane ancora irrisolta l’individuazione dei ruoli all’interno di una attività relativa allo spettacolo e che sono ancora necessari una serie di passaggi tecnico/politici prima del completamento del decreto. Individua, inoltre, nella volontà di semplificare e nella necessità di un non arretramento della normativa, gli obiettivi finali del decreto.

Michele Candreva, membro del ministero del lavoro, procede invece con la spiegazione del decreto, creato da un gruppo di lavoro formato da Ministero, Inail, e Regioni (quest’ultime incaricate di portare al tavolo le esigenze delle imprese locali). Tutti soggetti che, come detto in precedenza, “mai visti scaricare un bilico”.
Con malinconiche espressioni e una parlata che mi ricorda il bravissimo Rocco Papaleo, cerca a tratti di trasmettere le emozioni date dal palchetto della festa del suo paese, specificando però che non rientrerà nella normativa, come del resto tutte le opere di grandezza superiore. Gli unici cantieri che saranno tutelati da questo decreto saranno quelli relativi ai mega eventi come il Primo Maggio a Roma, e i tour di Jovanotti, Vasco, Ligabue e pochi altri.
D’altronde chi non conosce il mestiere, non immagina che i lavoratori dello spettacolo non campano solo di mega eventi e che ci si può far male anche sotto un semplice portalino o cascando da una scala fradicia in teatro dentro ad una buca d’orchestra.

Infatti, il coordinatore della tavola rotonda, Tommaso Campanile, ricorda che c’è bisogno di una normativa che tuteli tutte le tipologie di eventi, ed evidenzia alcune criticità presenti nella bozza come l’assoluta necessità della figura del progettista e di un percorso che miri alla semplicità (e non alla semplificazione).

Da qui in poi, con gli interventi di Marco Morone (ASL Milano), Antonio Napolitano (Direttore regionale INAIL Lazio e Sardegna), Vincenzo Spera (presidente di Assomusica), Rino Pavanello (Associazione Ambiente e Lavoro) e Umberto Carretti (SLC-CGIL) viene evidenziata l’inutilità della bozza, proponendo alcuni spunti per migliorarla come lo studio delle particolarità e la collocazione di quest’ultime nel titolo I o IV del TU 81/08, la necessità di definizione di un coordinatore della sicurezza, e il riconoscimento delle figure professionali.

Vengono ignorate dalla bozza problematiche come le tempistiche di realizzazione dei cantieri, il numero di ore lavorate soprattutto in situazioni di back to back durante le tournè, e il rischio di trovarci in una situazione di riduzione forza lavoro e abbassamento delle qualità tecniche.

Viene evidenziata inoltre la mancanza di rispetto verso chi si occupa di spettacolo, l’incapacità degli enti pubblici e il fatto che non tutte le categorie di lavoratori dello show-business vengono tutelate dalle normative. “per una buona normativa” evidenzia Vincenzo Spera “bisogna uscire dagli interessi come la formazione o gli accordi tra enti bilaterali”.

In chiusura l’intervento di Enrico Massaro, tesserato SGL CGIL, che ha partecipato fin dalle origini al Tavolo Legalità e Sicurezza nello Spettacolo cui appartengono lavoratori, cooperative, centrali cooperative, sindacati di lavoratori, associazioni di service, agenzie di spettacolo, ispettori ASL, promoter e altre realtà della gestione degli eventi.

Nel suo intervento Massaro invita al tavolo anche le realtà presenti al convegno appartenenti al mondo del cinema, ed evidenzia la mancanza di definizione di una realtà produttiva che muove 1,5 punti di pil.

“Le figure professionali dello spettacolo” afferma Massaro “devono essere conosciute dai vari enti previdenziali, sindacati, controllori (ndr. o meglio ispettori) e devono poi essere riconosciute da un sistema normativo”.

Inoltre Massaro rinfaccia pesantemente ai rappresentanti del Ministero di non aver tenuto in considerazione gli emendamenti proposti in maniera spontanea e libera da parte dei protagonisti del settore riuniti nel tavolo legalità e sicurezza nello spettacolo, frutto di due anni di riunioni e confronti tra gli operatori di settore ed organi ispettivi.
In conclusione, esprime una precisa condanna al modus operandi del ministero attraverso incontri e trattative informali che non riguardano i circa 45.000 professionisti dello show-business.
Si augura che il testo sia veramente migliorabile, che ci si incontri in sede ufficiale e formalmente si ragioni insieme su tutto ciò che è migliorabile, e promette infine che tutte le parti in causa nominate nel decreto del fare non indietreggeranno di un passo fino a quando non vi sarà una normativa cogente per il tutto il settore dello spettacolo.

Messaggio raccolto dall’avvocato Fantini, che ha auspicato, poco prima della chiusura dei lavori, la costituzione di un gruppo di lavoro promosso dalle parti sociali, che coinvolga tutti i protagonisti che lavorano davvero nello spettacolo, oltre che esperti del settore. Un gruppo che si ponga come obiettivo l’elaborazione di suggerimenti e contributi di qualità per una normativa che tengano conto delle specificità del settore.

Com’è andato il convegno?

Le cose che sono riuscito a capire sono le problematiche che già conoscevo. Ci si trova di fronte ad una normativa che non si rivolge ai lavoratori. Quelli del ministero e tutti i loro collegati hanno dimostrato di essere estranei alle dinamiche nei cantieri dello spettacolo (non ci si aspettava di certo il contrario), ed hanno allo stesso tempo ignorato buona parte delle esigenze, dei suggerimenti e delle linee guida di un gruppo spontaneo di lavoratori dello spettacolo che ha dimostrato ampiamente un interesse al bene comune del proprio settore.

Mi verrebbe spontaneo dedurre, visti i comportamenti, che tutto questo è nato al solo fine di accontentare qualcuno a danni di altri oppure per creare un giro di affari nella gestione di corsi e aggiornamenti. Ma preferisco credere fino alla fine che non è così, che tutto andrà bene per il bene di tutti. Che tutti lavoreremo bene, in sicurezza e pagati il giusto: dalla sagra della polpetta, fino al mega live di S.Siro.

Unica piccola nota positiva è che probabilmente si aggiungerà al tavolo legalità e sicurezza dello spettacolo una buona rappresentanza del mondo del cinema.
Forza Candreva & Co. È sufficiente ora un piccolo e scontato gesto di umiltà di equità e di rispetto delle professionalità. In maniera pubblica e trasparente 😉

Pare che, già nelle ore successive al convegno,  l’attenzione verso i reali operatori del settore sia aumentata. Speriamo quanto prima di darvi delle buone notizie in merito ad un testo che regoli in maniera utile tutto ciò che comporta il lavorare in sicurezza nello spettacolo.

Di sicuro sarò qui a raccontarvi i prossimi sviluppi.

Di seguito, al fine di stimolare un punto di vista più ampio tra i lettori e per valutare l’effettivo lavoro del ministero, troverete la bozza del testo, alcuni emendamenti del tavolo legalità e sicurezza e le richieste del tavolo.

1. Bozza del Ministero del Lavoro presentata durante il convegno
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2. Alcuni emendamenti presentati dalle cooperative appartenenti al tavolo legalità e sicurezza
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3. Alcune richieste iniziali del tavolo legalità e sicurezza 
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Leggi qui la bozza del CCNL lavoratori dello spettacolo

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